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Sospensione mutuo 2018, i requisiti necessari

Sospensione mutuo 2018, i requisiti necessari

 

Le famiglie in difficoltà possono sospendere per un periodo di tempo fino a 18 mesi il versamento della quota capitale del proprio finanziamento, continuando però a versare la quota relativa agli interessi. Vediamo i soggetti coinvolti.

Il Fondo di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa consente ai mutuatari di richiedere alla banca che ha erogato il mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale la sospensione del pagamento dell’intera rata fino a un massimo di due volte, per complessivi 18 mesi, al verificarsi dei seguenti eventi occorsi nei 3 anni precedenti alla presentazione della richiesta di sospensione:

  • cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione;
  • cessazione dei rapporti di lavoro di cui all’art. 409, numero 3), del codice di procedura civile, ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione;
  • morte o riconoscimento di handicap grave, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero di invalidità civile non inferiore all’80 per cento.

I principali requisiti per l’accesso sono, tra gli altri, un reddito Isee non superiore a 30.000 euro e l’importo di mutuo non superiore a 250.000 euro per l’acquisto di un’immobile non di lusso adibito ad abitazione principale.

Il 21 novembre 2017 L’Abi e 15 associazioni dei consumatori, nell’ottica di dare continuità alle misure di sostegno alle famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate dei finanziamenti, hanno convenuto di prorogare l’accordo per la sospensione della sola quota di capitale del credito alle famiglie siglato il 31 marzo 2015.

In particolare, entro il 31 luglio 2018 possono richiedere la sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale dei finanziamenti al consumo di durata superiore a 24 mesi, i consumatori che si trovino in difficoltà al verificarsi dei seguenti eventi occorsi nei 2 anni precedenti alla presentazione della richiesta di sospensione:

  • perdita del posto di lavoro a tempo determinato o indeterminato o dei rapporti lavorativi di cui all’art. 409 del cpc;
  • morte;
  • handicap grave o condizione di non autosufficienza;
  • sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni anche in attesa dell’emanazione di provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito (ad es. Cig, Cigs, i cosiddetti ammortizzatori sociali in deroga etc.).

La sospensione non può essere richiesta invece per i mutui che abbiano almeno una delle seguenti caratteristiche:

  • ritardo nei pagamenti superiore a novanta giorni consecutivi al momento della presentazione della domanda da parte del mutuatario, ovvero per i quali sia intervenuta la decadenza dal beneficio del termine o la risoluzione del contratto stesso, anche tramite notifica dell’atto di precetto, o sia stata avviata da terzi una procedura esecutiva sull’immobile ipotecato;
  • fruizione di agevolazioni pubbliche;
  • un’assicurazione a copertura del rischio che si verifichino gli eventi di cui sopra, purché tale assicurazione garantisca il rimborso almeno degli importi delle rate oggetto della sospensione e sia efficace nel periodo di sospensione stesso.

Possono richiedere la sospensione del pagamento della quota capitale anche i mutuatari titolari dei mutui garantiti da ipoteche su immobili adibiti ad abitazione principale, nei soli casi di cui alla predetta lettera d).

 

FONTE: IDEALISTA: https://www.idealista.it/news/finanza/mutui/2018/06/20/126431-sospensione-mutuo-2018-requisiti#xts=402916&xtor=EPR-140-%5Bche_succede_20180621%5D-20180621-%5Bm-01-titular-node_126431%5D-7524303@3

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Legge di Bilancio 2018, detrazioni casa

Legge di Bilancio 2018, detrazioni casa

Con la terza e definitiva approvazione in Senato, la legge di Bilancio 2018 ha preso finalmente una forma definitiva. Così come tutte le detrazioni per la casa, dal bonus ristrutturazione al nuovissimo bonus verde.

Bonus ristrutturazioni 2018 – è stato prorogato fino al 31 dicembre 2018 il bonus fiscale del 50% per gli interventi di ristrutturazione delle abitazioni e delle parti comuni degli edifici condominiali.

Bonus mobili 2018 – Collegato ai lavori di ristrutturazione, viene prorogato il bonus per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici. Per usufruire del bonus i lavori devono iniziare dopo il 1º gennaio.

Bonus verde finanziaria 2018 – Viene introdotto per il 2018 un bonus del 36% per gli interventi di sistemazione a verde delle aree scoperte private degli edifici esistenti,  unità immobiliari, pertinenze e recinzioni, fino a un massimo di spesa di 5mila euro per unità immobiliare.

Detrazioni ecobonus 2018 – viene prorogata la detrazione per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici, ma cambiano le percentuali di sconto. Scende al 50% il bonus per l’acquisto e installazione di infissi, schermature solari e sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie biomassa e caldaie a condensazione di classe A. Rimane al 65% la detrazione per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione  di efficineza pari alla classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti. Viene introdotta anche la detrazione del 65% per l’acquisto e installazione di micro-generatori in sostituzione di impianti esistenti.

Sismabonus 2018 – Viene prorogato il bonus  per la messa in sicurezza antisismica delle parti comuni degli edifici condominiali, degli edifici residenziali e produttivi, che, quest’anno, viene esteso anche alle case popolari. Si parte da una riduzione del 50% che puo’ arrivare fino all’85% per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali che non solo riducono il rischio sismico, ma anche riqualificano energeticamente.

Cessione credito bonus energia – viene estesa la possibilità di cedere il credito per gli interventi di riqualificazione energetica anche per singole unità immobiliari.

Fondo nazionale per l’efficienza energetica – Viene inserita una sezione per il rilascio di garanzie su operazioni di finanziamento di interventi di riqualificazione energetica, con una dotazione di 50milioni di euro.

Detrazione polizze calamità – Diventano detraibili le assicurazioni contro il rischio di eventi calamitosi stipulati sulle singole abitazioni.

fondo demolizione opere abusive – Viene istituito un fondo di 10 milioni (5 per il 2018 e 5 per il 2019) per la demolizione degli edifici abusivi. Viene inoltre istituita una banca dati centralizzata presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’abusivismo edilizio.

Riqualificazione dimore storiche – Vengono riattivati i contributi per gli interventi conservativi sulle dimore storiche private (10 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni di euro a decorrere dal 2020)

cedolare secca canone concordato 2018 – prorogata anche per il prossimo biennio la cedolare secca al 10% per i contratti a canone concordato.

Detrazione canoni di locazione studenti fuori sede – detrazione  potrà essere richiesta anche nel caso in cui l’immobile sia situato nella stessa provincia di residenza. Nel caso in cui lo studente viva in una zona montana e disagiata, la detrazione potrà essere richiesta anche nel caso in cui la distanza tra luogo di residenza e di studi sia pari ad almeno 50 km.

 

fonte: idealista ( https://www.idealista.it/news/finanza/casa/2017/12/27/124861-legge-di-bilancio-2018-detrazioni-casa#xts=402916&xtor=EPR-140-%5Bche_succede_20171227%5D-20171227-%5Bm-01-titular-node_124861%5D-7524303@3 )

 
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Pubblicato da su 27 dicembre 2017 in Attualità

 

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I NOSTRI UFFICI NEL MESE DI AGOSTO

I NOSTRI UFFICI NEL MESE DI AGOSTO

AGOSTO: I NOSTRI UFFICI SARANNO DISPONIBILI NEI SEGUENTI PERIODI:

 

UFFICIO DI CARPI (MO) Via G. Mazzali n. 23 : il nostro ufficio di Carpi sarà SEMPRE APERTO, per cercare di dare un servizio anche a chi rimarrà in città. E’ comunque consigliato prenotare un appuntamento al nr. 059/645023.

UFFICIO DI NOVI (MO) Via A. Ligabue n. 37: il nostro ufficio di Novi chiuderà dal 05 al 20 compresi; per il restante periodo è consigliato prenotare un appuntamento al nr. 059/677539.

UFFICIO DI ROLO (RE) Corso Repubblica n. 45: il nostro ufficio di Rolo chiuderà dal 05 al 20 compresi; per il restante periodo è consigliato prenotare un appuntamento al nr. 0522/658323.

 
 

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Conformità urbanistica degli immobili, ora la “dichiarazione” è obbligatoria.

Conformità urbanistica degli immobili, ora la “dichiarazione” è obbligatoria
„Sottoscritto stamani in Comune, il Protocollo di Intesa tra i Notai, i Geometri e gli Ingegneri. L’obiettivo è garantire ai cittadini e ai professionisti coinvolti nella compravendita di immobili la certezza della regolarità urbanistica e dell’agibilità“

 

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Come tutelare il cittadino nelle compravendite edilizie,garantendo la certezza della regolarità urbanistica e dell’agibilità dell’immobile? Ora, a Modena, sarà possibile attraverso la ‘Dichiarazione di Conformità Urbanistica e Catastale’, che diviene obbligatoria nel Comune a partire dall’1 gennaio 2017.

Tale documento viene ufficializzato e sancito dal Protocollo di Intesa sottoscritto stamani dai Notai, dai Geometri e dagli Ingegneri. A firmare il documento sono intervenuti Flavia Fiocchi (Presidente del Consiglio Notarile di Modena) , Andrea Ognibene (Presidente del Collegio Geometri e Geometri Laureati della provincia di Modena) , Augusto Gambuzzi ( Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Modena).

Dal punto di vista operativo, la ‘Dichiarazione di Conformità Urbanistica e Catastale’, è un documento che risponde all’esigenza di tutelare il cittadino che acquista e ha diritto ad acquistare bene, il cittadino che vende e si trova a dover rendere in atto, pena nullità, dichiarazioni di contenuto tecnico che non è in grado obiettivamente di rendere con competenza specifica.

Infine, non ultimo, questo stesso documento di ‘Conformità’ supporta il Notaio, posto a presidio della legalità, quindi innegabile promotore, pur senza responsabilità,  della circolazione di immobili che siano necessariamente “regolari” sia sotto il profilo urbanistico che sotto il profilo catastale e tutela anche gli agenti immobiliari , per legge responsabili se immettono sul mercato immobili non conformi .

In questo modo, infatti, tutti i soggetti coinvolti nella filiera dei trasferimento immobiliari avranno la certezza della regolarità urbanistica e dell’agibilità dell’immobile. Non solo: allo Stato sarà assicurata una minore incidenza del contenzioso e delle procedure amministrative di sanatoria delle irregolarità.

“Il Protocollo – sottolineano Flavia Fiocchi , Andrea Ognibene e Augusto Gambuzzi – nato da un lavoro a quattro mani avviato dai notai e dai geometri cui hanno poi aderito anche gli ingegneri e al quale si auspica possano aderire presto gli altri Ordini tecnici,  parte da una delibera presa dai notai che interessa l’intera Regione Emilia Romagna, ed  è inteso a condividere  fra i tre  Ordini l’obiettivo primario della circolazione di immobili non abusivi,  attraverso la richiesta – in fase di vendita  – da parte di ciascun Notaio di una Dichiarazione di Conformità Catastale e Urbanistica redatta da un tecnico specializzato a prezzi calmierati , il cui testo base è stato studiato e condiviso tra tutti”.

 

 

FONTE: http://www.modenatoday.it/economia/dichiarazione-conformita-urbanistica-obbligatoria-compravendita-modena-2017.html

 

 
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Pubblicato da su 31 gennaio 2017 in Attualità

 

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Legge di Stabilità 2017 casa: le agevolazioni per gli immobili della nuova Finanziaria

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Il governo ha posto tra i pilastri della legge di Bilancio per il 2017, alla ricerca di un rilancio dell’economia e di quell’1% di crescita del Pil programmata nel documento di variazione al Def, gli interventi nell’edilizia, concentrando su di essa gran parte degli investimenti pubblici.

Innanzitutto, è stato confermato l’Ecobonus, con un orizzonte temporale che ora arriva fino al 2021, consentendo di programmare le manutenzioni delle case con tutta calma. La norma prevede la detrazione del 65% del costo, fino a 40.000 euro per appartamento. Per i condomini, la percentuale sale al 70% se gli interventi riguardano il “cappotto”, ovvero l’involucro dell’edificio e al 75% se viene comprovato con certificazione il miglioramento della prestazione energetica invernale ed estiva. Saranno anche previsti controlli a campione. La detrazione viene spalmata, come di consueto, su dieci anni.

Ha un’orizzonte di cinque anni per il recupero, invece, il “sismabonus”, che continuerà a partire dal 50%, ma potrà arrivare fino all’85% (per i condomini, all’80% per abitazioni singole) se gli interventi di miglioramento saranno tali da salire di 2 classi di rischio, secondo le linee guida che metterà  a punto il Ministero delle Infrastrutture. Se si sale di una classe, invece, si potrà recuperare il 75% della spesa (il 70 per abitazioni singole). Anche in questo caso l’agevolazione è “stabilizzata” fino al 2021, sia per i condomini sia per le abitazioni singole. Il tetto di spesa è di
96.000 euro per ciascun anno.

Il “sismabonus” è esteso anche alle seconde case e alle attività produttive che si trovano nelle zone sismiche 1 e 2 (ad alta pericolosità), ma anche nella zona 3. Tra le spese detraibili rientreranno anche quelle per la classificazione e verifica sismica. Sarà, inoltre, possibile cedere la detrazione sulle parti comuni dei condomini a soggetti terzi. La cifra complessiva prevista per finanziare gli interventi di adeguamento antisismico si aggirano su 1,5 miliardi di euro.

Confermati per il 2017 il bonus per le ristrutturazioni al 50% e quello per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici (dentro le ristrutturazioni), sempre al 50 per cento. Per tutto l’anno prossimo resterà in vigore anche il “bonus mobili” per le giovani coppie (almeno uno dei due deve essere sotto i 35 anni).

Sul fronte dell’edilizia pubblica, inoltre, nella legge di Bilancio ci sono i progetti per la riqualificazione delle periferie. Sono in tutto 120 e valgono 2,1 miliardi (dei quali 1,6 arriveranno dal fondo sviluppo e coesione). E, ancora, sono confermati 7 miliardi in 7 anni per far fronte al dissesto idrogeologico.

Confedilizia ha accolto positivamente il capitolo bonus presente nella manovra, ma ha sottolineato il permanere di criticità sul fronte fiscale. Secondo il presidente Giorgio Spaziani Testa, sarebbe necessaria una riduzione della tassazione sugli immobili ad uso non abitativo (negozi e uffici), “che consentirebbe a un tempo di ridurre l’iniquità di un’imposizione che raggiunge l’80 per cento e di rianimare il commercio”. Le possibili misure individuate sono una cedolare secca sui redditi da locazione non abitativa, l’aumento al 25% (o, al minimo, il ripristino della misura del 15 per cento) della deduzione forfettaria Irpef per le spese, ridotta al 5 per cento con la legge Fornero, un limite di legge alle aliquote Imu-Tasi.

Inoltre vengono richieste misure per gli affitti a canone calmierato e, in particolare, stabilizzazione della cedolare del 10% e, anche in questo caso, limite di legge alle aliquote Imu-Tasi.

 

fonte: idealista, https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2016/10/17/121185-legge-di-stabilita-2017-casa-le-agevolazioni-per-gli-immobili-della-nuova#xts=402916&xtor=EPR-140-%5Bche_succede_20161017%5D-20161017-%5Bm-01-leermas-node_121185%5D-7524303@3

 
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Pubblicato da su 17 ottobre 2016 in Attualità

 

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Affitto, ecco cosa fare per essere un bravo proprietario di casa

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Decidere di mettere il proprio immobile in affitto è una scelta importante. Bisogna innanzitutto conoscere il mercato e poi saper gestire il rapporto con l’inquilino. Di seguitoalcuni consigli per essere un bravo proprietario di casa e affrontare la locazione senza alcun problema.

Nel caso in cui si decida di affittare l’immobile arredato è bene non riciclare vecchi mobili. E’ meglio, piuttosto, prediligere pochi complementi d’arredo, ma moderni e funzionali. L’immobile, poi, deve essere opportunatamente ritinteggiato e pulito. Chi desidera può decidere di consultare un esperto di Home Staging.

Nello scegliere l’inquilino il solo importante criterio da seguire è la solvibilità. Gli altri sono solo pregiudizi. E’ bene, dunque, verificare eventuali precedenti mancati pagamenti o protesti. Da prendere in considerazione, infine, la compatibilità tra le caratteristiche dell’immobile in affitto e le esigenze dell’inquilino.

Adeguarsi al mercato e, di volta in volta, chiedere un canone d’affitto in linea con i tempi. Il mercato è altalenante, si sa, per tale ragione è bene non fissarsi su una cifra, ma adeguarsi alle fluttuazioni del mercato per evitare uno sfitto prolungato.

Affidarsi a un professionista per chiudere bene e prima la trattativa. Il fai da te fa certamente risparmiare sui costi della consulenza, ma rischia di fa sfuggire numerosi affari. Un agente immobiliare specializzato nell’affitto è in grado di aiutare proprietario e inquilino a trovare la formula contrattuale più adatta alle rispettive esigenze.

Valutare le assicurazioni per l’affitto al posto del deposito cauzionale. Quest’ultimo, infatti, può rappresentare per l’inquilino un esborso importante e rischia di rivelarsi per il proprietario una cifra esigua in caso di necessità.

Non impuntarsi sull’aggiornamento Istat. Iniziare una battaglia e creare tensioni per un eventuale aumento di qualche decina di euro per, magari, due/tre anni rischia di incrinare un buon rapporto tra inquilino e proprietario.

Essere trasparenti. Se si esige – come è giusto – correttezza dall’inquilino, bisogna comportarsi in modo altrettanto corretto. Quindi redigere un contratto, registrarlo e tutto ciò che consegue.

Mettere nero su bianco. Ogni atto, vicenda o pattuizione che intercorre al momento della stipula del contratto, durante il periodo di locazione e al termine del medesimo deve essere messo nero su bianco. Tanto dal locatore quanto dal conduttore. E’ bene, dunque, allegare al contratto di locazione il verbale di consegna dell’immobile e redigere il verbale di riconsegna al termine dell’affitto, giustificando le eventuali trattenute di somme dal deposito cauzionale. La disdetta dal contratto di affitto deve essere inviata dall’inquilino per raccomandata con il dovuto preavviso. Allo stesso modo, la lettera di comunicazione da parte del locatore di mancato rinnovo del contratto in occasione di una scadenza contrattuale è bene che sia scritta ed inviata con raccomandata con il dovuto preavviso di 6 mesi. Lo stesso vale per la risoluzione anticipata consensuale tra le due parti.

Trattare la casa in affitto con il dovuto riguardo. Ciò vale tanto per il conduttore quanto per il locatore. Il primo deve effettuare la necessaria manutenzione ordinaria e il secondo non può esimersi dall’intervenire in caso di manutenzione straordinaria.

Instaurare un buon rapporto con l’inquilino. In questo caso, gentilezza è la parola d’ordine. Essere cordiali, discreti e gentili aiuterà a mantenere buoni rapporti e ad evitare fastidiosi problemi.

FONTE: ttps://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2016/09/01/120793-affitto-ecco-cosa-fare-per-essere-un-bravo-proprietario-di-casa#xts=402916&xtor=EPR-140-%5Bche_succede_20160901%5D-20160901-%5Bm-01-titular-node_120793%5D-7524303@3

 

 

 
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Pubblicato da su 2 settembre 2016 in Attualità

 

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I documenti necessari quando si decide di vendere casa

 

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Quando si decide di vendere casa sono tante le cose a cui pensare, a cominciare dai documenti necessari. Vediamo, dunque, qual è la documentazione che bisogna possedere prima di stipulare il rogito notarile.

Come sottolineato dallo Studio Cataldi, “il venditore deve munirsi di una serie di documenti che vanno consegnati al notaio affinché questi possa predisporre l’atto di compravendita”.

– Copia dell’atto di provenienza dell’immobile.

– Documentazione catastale e ipotecaria.

– A seconda dei casi, copia della licenza o della concessione edilizia o del permesso di costruire iniziale se la costruzione è successiva al primo settembre 1967.

– Nel caso in cui l’immobile nel corso degli anni sia stato sottoposto a modifiche catastali, urbanistiche o edilizie è necessario raccogliere tutta la documentazione relativa: precedenti schede catastali, eventuali copie delle concessioni edilizie o dei permessi di costruire, copie delle domande di concessione o di permesso in sanatoria e copie delle denunce di inizio attività (Dia).

– Certificato di agibilità/abitabilità (relativo alle condizioni di sicurezza, igiene e salubrità di un immobile).

– Attestato di prestazione energetica (Ape).

– Se vi sono terreni di superficie maggiore di 5mila metri quadri, certificato di destinazione urbanistica.

– Quando l’immobile si trova in condominio, copia del regolamento condominiale.

– Se l’immobile è locato, copia del contratto di locazione.

 

https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2016/08/25/120736-i-documenti-necessari-quando-si-decide-di-vendere-casa#xts=402916&xtor=EPR-140-%5Bche_succede_20160825%5D-20160825-%5Bm-01-leermas-node_120736%5D-7524303@3

 
 

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