RSS

Archivi tag: casa carpi

Ecobonus 110, proroga al 2022 e altre novità nella legge di Bilancio

Ecobonus 110, proroga al 2022 e altre novità nella legge di Bilancio

Proroga dell’ecobonus 110 al 2022. Nella legge di bilancio 2021 è stato introdotto un emendamento che ha di fatto prorogato la validità del superbonus fino al 30 giugno 2022, consentendo anche ulteriori sei mesi (ovvero fino al 31 dicembre) per i lavori già iniziati. E non sono le uniche novità della finanziaria.

L’emendamento prevede che il superbonus, o ecobonus 110, venga prorogato fino al 30 giugno 2022, ma per chi a giugno di quell’anno, abbia già concluso il 60% dei lavori è prevista una proroga fino al 31 dicembre 2022. Inoltre è prevista che la spesa sostenuta nell’arco del 2022 sia recuperata in quattro rate e non in cinque. Inoltre viene prorogata l’agevolazione dell’ecobonus 110 fino al 31 dicembre 2022 per le spese sostenute per gli istituti autonomi di case popolari (IACP). Se alla data del 30 giugno 2022 sulle case popolari sono stati effettuati almeno il 60% dei lavori, la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 30 giugno 2023.

Secondo Luca Sut, deputato dei 5 stelle e firmatario dell’emendamento “era il massimo che si potesse ottenere in occasione di questa manovra di bilancio (…) e siamo ottimisti: gli italiani hanno già dimostrato di apprezzare la nostra idea. Pressenteremo un Ordine del Giorno in chi chiederemo un impegno preciso al governo di trovare le coperture per aggiungere un altro anno di maxi agevolazione ai due che abbiamo davanti”. L’obiettivo è quindi la proroga al 2023.

Ecobonus 110 nella legge di bilancio, le ultime novità

Ma non è l’unica novità alla legge di bilancio 2022 che riguarda l’ecobonus 110. Si chiariscono infatti alcuni dei punti un pò oscuri dell’articolo 119 del decreto rilancio che è quello che ha introdotto il superbonus. Prima di tutto viene chiarito il concetto di “funzionalmente indipendente”, spiegando che l’unità immobiliare può ritenersi tale se dotata di tre delle seguenti installazioni o manuefatti di proprietà esclusiva: impianto per l’approvvigionamento idrico, per il gas, per l’energia elettrica, impianto di climatizzazione invernale.

La detrazione del bonus 110 si applica anche gli interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere elettroniche. Possono accedere alle detrazioni anche gli edifici privi di attestato di prestazione energetica perché sprovvisti di copertura, di uno o più muri perimetrali, o di entrambi, purché al termine degli interventi raggiungano una classe energetica in fascia A.

La detrazione per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici viene estesa agli impianti solari fotovoltaici installati su strutture pertinenziali agli edifici. Il superbonus 110% varrà anche per la ricostruzione degli immobili danneggiati da tutti i sismi che si sono verificati dopo il 2008, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

fonte idealista, link: https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2020/12/21/152182-ecobonus-110-proroga-2022-e-novita-nella-legge-di-bilancio#xts=582070&xtor=EPR-1062-%5Bnews_weekly_20201223%5D-20201223-%5Bm-01-titular-node_152182%5D-7524303@3

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 23 dicembre 2020 in Attualità

 

Tag: , , , , , , ,

Ecobonus 110, ultime notizie: i chiarimenti del Governo sul bonus 110

Ecobonus 110, ultime notizie: i chiarimenti del Governo sul bonus 110

Ultime notizie sull’ecobonus 110. Dopo il via ufficiale a partire dal 1º luglio, arrivano i chiarimenti del governo sull’ecobonus 110 per cento. Chiarimenti che contengono anche informazioni utili sul sismabonus,  il bonus sugli impianti fotovoltaici, le colonnine di ricarica dei veicoli elettrici e la cessione del credito d’imposta.

Bonus 110 per l’efficienza energetica

Il bonus 110 è una detrazione nella misura del 110% delle spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, per specifici interventi volti ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (eco bonus):

  1.  interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo (la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio);
  2. interventi sugli edifici unifamiliari o sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione (la spesa massima detraibile è di 30.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio nel caso di interventi su parti comuni).

La detrazione del 110%, nei limiti di spesa previsti dalla normativa vigente, si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti di cui sopra. Per poter accedere alla detrazione, gli interventi devono assicurare, nel loro complesso, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

La disposizione non si applica agli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.

Sismabonus 110, come funziona

Il sismabonus 110 è una detrazione del 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi volti alla riduzione del rischio sismico. In caso di cessione del corrispondente credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione spetta nella misura del 90%. Le disposizioni non si applicano agli edifici ubicati in zona sismica 4 per gli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.

Impianti fotovoltaici, il bonus 110

Per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per l’installazione di impianti solari fotovoltaici eseguita congiuntamente a interventi di riqualificazione energetica o di riduzione del rischio sismico, spetta una detrazione del 110%, fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo.

La detrazione è riconosciuta anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati ed è comunque subordinata alla cessione in favore del GSE dell’energia non auto-consumata in sito; non è invece cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale, compresi i fondi di garanzia e di rotazione.

Bonus colonnine elettriche 2020

Per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, eseguita congiuntamente a interventi di riqualificazione energetica (vedi Eco bonus) si riconosce una detrazione del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo.

Ecobonus cessione del credito o sconto in fattura

Introdotta la possibilità per i contribuente che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per interventi di ristrutturazione edilizia, efficienza energetica, adozione di misure antisismiche, recupero o restauro della facciata degli edifici, installazione di impianti solari fotovoltaici, installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, di optare, in luogo della detrazione, per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari, ovvero per la trasformazione in un credito di imposta.

 

Fonte: Idealista

https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2020/07/02/147793-ecobonus-110-ultime-notizie-arrivano-i-chiarimenti-del-governo#xts=582070&xtor=EPR-1059-%5Bche_succede_20200702%5D-20200702-%5Bm-03-titular-node_147793%5D-7524303@3

 
 

Tag: , , , , , , , , , ,

Ecco i nostri uffici pronti per ripartire!

Da Lunedì 4 Maggio i nostri uffici saranno aperti su appuntamento, con tutti gli accorgimenti necessari per la vostra e nostra sicurezza.

L’ingresso agli uffici avverrà solamente previo appuntamento per evitare assembramenti all’interno. I consulenti indosseranno sempre la mascherina protettiva.

Tutti gli uffici sono stati sanificati. All’ingresso di ogni ufficio è presente una colonnina con dispenser gel igienizzante. Ogni postazione ha una barriera in plexiglass parafiato e i prodotti per igienizzare le superfici dopo ogni appuntamento.

A disposizione dei clienti abbiamo i guanti in lattice monouso; inoltre abbiamo a disposizione i copriscarpe monouso da utilizzare durante i sopralluoghi nelle abitazioni.

Amiamo il nostro lavoro e vogliamo svolgerlo nel modo più sicuro possibile!

 
 

Tag: , , , , , , , , , , ,

Sospensione mutuo prima casa per il coronavirus: le cose da sapere prima di richiederla.

Sospensione mutuo prima casa per il coronavirus: le cose da sapere prima di richiederla.

Per la moratoria sui mutui prima casa adibiti ad abitazione principale nei primi cinque giorni sono arrivate già 70 domandea Consap, la controllata del ministero dell’Economia che gestisce il fondo per la sospensione delle rate, per un controvalore impegnato di quasi 54mila euro (dati dal 30 marzo al 2 aprile incluso). Non moltissime, ma le banche che raccolgono le istanze in queste ore hanno chiesto molte precisazioni e, chi non aveva già utilizzato il fondo, ha dovuto accreditarsi sulla piattaforma informatica di Consap richiedendo le credenziali via email.

Consap, che gestisce il fondo dal 2004 insieme ad altre 30 attività per conto del Mef, sta monitorando la situazione e si aspetta un’ampia adesione. Per questo motivo al fondo è stata data una dotazione straordinaria, attualmente pari a 425mila euro circa. La piattaforma informatica, così come il modulo della domanda, sono stati adeguati in tempi record per far fronte all’ampliamento della platea disposto dal Dl 9/2020 e dal decreto “cura-Italia” a causa dell’emergenza da Covid-19. Inoltre, gli uffici di Consap e l’Abi stanno fornendo quotidianamente chiarimenti agli interessati per gestire le casistitiche più disparate. Eccone alcuni.

1. Le tempistiche di attivazione della moratoria e i mancati pagamenti Per la sospensione farà fede l’invio della domanda. Per effettivamente non vedersi addebitata la rata sul conto corrente, infatti, bisognerà procedere per step non rapidissimi: dopo l’invio della domanda vengono dati fino a 10 giorni al massimo per completare l’invio della documentazione; massimo 15 solari per l’istruttoria di Consap; infine le banche hanno 5 giorni lavorativi per informare il mutuatario dell’esito dell’istruttoria ma ci mettono in media 30 o 45 giorni (se il mutuo è cartolarizzato) per attivare in concreto la sospensione dell’addebito. In ogni caso, una volta che la pratica verrà accettata, la moratoria decorrerà dalla data dell’invio della richiesta, anche se i tempi per l’attivazione potrebbero essere più lunghi.

2. Inclusi i mancati pagamenti fino a 90 giorni prima
Nella moratoria sono accettati i mancati pagamenti fino a 90 giorni prima la data di invio della domanda. Ipotizzando, quindi, che la domanda venga fatta in questi giorni, potranno essere inclusi gli eventuali omessi pagamenti delle rate di gennaio, febbraio e marzo 2020. Le rate scadute e non pagate saranno incluse nel periodo di sospensione e, dal momento della sospensione, su tali rate non maturano interessi di mora. Sono esclusi, invece, i mutuatari che al momento della presentazione della domanda rilevano ritardi nei pagamenti superiori a novanta giorni consecutivi.

3. Inclusi anche i mutui per cui è già stata chiesta la sospensione
Consap fa sapere che, fino al 17 dicembre 2020, tutte le precedenti richieste di sospensione di cui il mutuo abbia fruito “ex lege” non avranno alcuna rilevanza ai fini del raggiungimento del periodo massimo di 18 mesi di moratoria, a condizione che il mutuo stesso risulti in regolare ammortamento da almeno 3 mesi.

 

4. La difficoltà di raccogliere la documentazione necessaria
Oltre ai casi già previsti (perdita di lavoro, morte o grave handicap), si può fare domanda anche per:

 sospensione o riduzione di orario almeno del 20% per più di 30 giorni (anche attesa di ammortizzatori);

 calo del fatturato >33% per autonomi e liberi professionisti che autocertifichino la flessione dal 20 febbraio in poi, rispetto a un uguale periodo di fine 2019.

Se da un lato per semplificare la procedura, fino al 17 dicembre 2020, per tutte le ipotesi di accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’Isee, è però vero che in questo periodo può essere difficile reperire la documentazione necessaria dal proprio datore di lavoro. Consap ricorda che va comuque fornita entro 10 giorni dalla domanda, per cui è necessario muoversi per tempo. Per certificare la sospensione dell’attività lavorativa o la riduzione di orario serve in alternativa:
 copia del provvedimento amministrativo di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito;
 copia della richiesta del datore di lavoro di ammissione al trattamento di sostegno al reddito;
 copia della dichiarazione del datore di lavoro, resa ai sensi del Dpr 445 del 2000, che attesti la sospensione dal lavoro o la riduzione di orario per cause non riconducibili a responsabilità del lavoratore, con l’indicazione del numero di giorni lavorativi consecutivi di sospensione e della percentuale di riduzione dell’orario di lavoro.

5. La banca deve aver aderito al Fondo nazionale Gasparrini
Non tutte le banche sono già pronte per accedere alla moratoria, specie quelle che gestiscono le pratiche in filiale e non a livello centralizzato. Per l’adesione al Fondo, è necessario che la banca venga autorizzata alla piattaforma informatica e la richiesta va effettuata inviando una e-mail a fondosospensionemutui.info@consap.it nella quale devono essere comunicate le seguenti informazioni: codici ABI e CAB della banca e un indirizzo e-mail, che verrà memorizzato all’interno dell’applicativo del Fondo, al quale verranno comunicate sia le credenziali di accesso sia le comunicazioni successive relative all’iter delle pratiche inserite. Le domande vanno caricate su fondosospensionemutui.consap.it immettendo le credenziali ottenute. Al primo accesso l’applicativo imporrà il cambio della password.

6. Procedure semplificate per non uscire di casa (con la filiale chiusa) Per evitare spostamenti in questo periodo di emergenza è consentito inviare alla banca il modulo online e lo stesso operatore bancario, che potrebbe trovarsi a lavorare da remoto, per non stampare e scansionare il modulo può trasmetterlo così a Consap, lasciando in bianco il riquadro 2, avendo peraltro cura di inserire i relativi dati nel campo note dell’applicativo. Va comunque allegata la certificazione del datore del lavoro o l’autodichiarazione sul fatturato.

7. Domanda a rischio se la durata della moratoria non viene esplicitata Bisogna avere le idee chiare sulla durata richiesta della moratoria, possibile fino a un massimo di 18 mesi per chi è stato sospeso dall’attività lavorativa. Sono previsti, nell’ordine:
 sei mesi di stop per sospensioni o riduzioni tra 30 e 150 giorni;
 dodici mesi di stop tra 151 e 302 giorni;
 diciotto mesi di stop quando si superano i 303 giorni.

L’incertezza è comprensibile dal momento in cui non si può sapere quanto durerà la situazione in corso, ma Consap avverte: se in caso di incertezza sulla richiesta della durata non vengono flaggati i quadratini del periodo di sospensione (6, 12 o 18 mesi), ciò comporta il rigetto della domanda. E visto che le sospensioni possono essere anche ripetute finché il fondo ha capienza, è probabilmente meglio flaggare l’opzione minore e semmai prorogare o rinnovare la richiesta.

8. Inclusi i mutui per ristrutturazione e liquidità
Sono idonee anche e le domande che, sempre nel complessivo importo di 250 mila euro mutuato, riguardino mutui contratti oltre che per l’acquisto della prima casa anche per altre fattispecie (ristrutturazione, liquidità). Insomma, l’importante è che il mutuo sia stato stipulato anche per l’acquisto dell’abitazione principale.

9. Da valutare il costo dell’operazione
Si ricorda che a carico del mutuatario resta, per il periodo di sospensione, il pagamento del 50% degli interessi (incluso lo spread). Anche se i tassi di mercato oggi sono molto competitivi, resta comunque da valutare la convenienza dell’operazione, anche mettendola a confronto con una eventuale rinegoziazione del mutuo o una surroga. Consap, in ogni caso, ha chiesto alle banche di rimandare l’incasso di questa quota (il 50% degli interessi) in un momento successivo, una volta conclusa la sospensione.

10. Inclusi i neo proprietari, gli artigiani e le ditte individuali
Per poter accedere alla moratoria dei mutui prima casa, non occorre più che il mutuo sia attivo da almeno un anno. Dopo una correzione al decreto attuativo introdotta dal Med, sono stati inclusi anche i giovani neo-proprietari. L’importante è che il mutuo sia stato stipulato per l’acquisto di una casa (adibita ad abitazione principale), per un valore erogato non superiore a 250mila euro e non di lusso (categoria catastale A/1, a/8, A/9). Inoltre, sempre con una correzione in corsa al decreto attuativo, è stato esteso il concetto di lavoratore autonomo, facendo rientrare anche ditte individuali e artigiani.

11. Esclusi i mutui per cui è intervenuto il Fondo di garanzia
Per impossibilità di cumulare diverse agevolazioni, al momento è escluso dalla moratoria chi per la stipula ha attivato il Fondo nazionale di garanzia mutui prima casa. Ma il Governo sta prendendo in esame questa limitazione e potrebbe intervenire sul punto.

 

Articolo visto su
Mutui prima casa, 10 cose da sapere prima di chiedere la sospensione delle rate (Sole 24 ore)

 
 

Tag: , , , , , , , , , , , ,

VENDERE CASA – La guida per vendere la tua casa in serenità

VENDERE CASA – La guida per vendere la tua casa in serenità

GUIDA VENDERE CASA

Ecco a voi una semplice guida per vendere la vostra casa; contiene alcuni consigli e qualche regola da seguire per riuscire al meglio in questa bella ed impegnativa esperienza. Cliccate  Per qualsiasi dubbio o approfondimenti, non esitate a chiamarci, saremo felici nel potervi aiutare! Vi ricordiamo che in questo momento i nostri uffici sono chiusi, potete contattarci ai seguenti numeri telefonici 335/6448625 – 328/6612841. Successivamente potremo fissare degli degli appuntamenti virtuali tramite skype o videochiamate whatsapp, utilizzando anche il nostro prezioso strumento, il virtual tour!

Nella speranza che presto si possa tornare alla normalità, che la parola CORONAVIRUS sparisca dal nostro vocabolario, che le scuole possano riaprire, che si possa tornare a lavorare, che si possa tornare a seguire le proprie passioni, che si possa tornare a STARE INSIEME, vi salutiamo con una stretta di mano virtuale!

 
 

Tag: , , , , , , , , , , , ,

IMMOBILE VENDUTO IN 9 GIORNI CON IL VIRTUAL TOUR!

IMMOBILE VENDUTO IN 9 GIORNI CON IL VIRTUAL TOUR!

Questo immobile è stato venduto in 9 giorni dal suo inserimento, questo anche grazie al VIRTUAL TOUR! E’ un altro esempio di come è efficace questo strumento, unitamente ad un’altra serie di accorgimenti. Venditore ed acquirente entrambi felici!

SE ANCHE TU VUOI VENDERE IL TUO IMMOBILE VELOCEMENTE ED ALLE MIGLIORI CONDIZIONI DI MERCATO, CHIAMACI PER UNA CONSULENZA A 360 GRADI! TEL.: 335/6448625

 

LINK IMMOBILE: http://www.eurocasaimm.com/it/Vendite/Carpi/3_locali/P00877/8276/

sold

 

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 31 ottobre 2019 in Eurocasaimm

 

Tag: , , , , , , , , , ,

NUOVO GIORNALINO EUROCASAIMM

NUOVO GIORNALINO EUROCASAIMM

SCARICA IL NOSTRO NUOVO GIORNALINO!

giornalino 08-05-19

 
 

Tag: , , , , , , , , , , , , ,

Come vendere una casa donata senza rischi, le proposte del Notariato

Come vendere una casa donata senza rischi, le proposte del Notariato

Procedure più sicure per le donazioni di beni immobili e ampliamento dei patti di famiglia. A chiederlo sono i notai italiani. Vediamo quali sono le problematiche registrate in tale ambito e quali sono i punti del progetto di riforma a cui sta lavorando il Consiglio Nazionale del Notariato.

Donazioni beni immobili, i problemi

Come evidenziato dal Notariato, sui beni immobili donati ci sono problemi di circolazione che si prospettano di fronte a un venditore che, magari a distanza di tempo dalla data in cui ha ricevuto una donazione e con il donante ancora in vita, intenda alienare il bene di provenienza donativa.

Secondo il rapporto Dati Statistici Notarili, in Italia sono state stipulate nel 2017 più di 135.000 donazioni immobiliari, nel 2016 quasi 139.000 e nel primo semestre 2018 si registra un aumento del 5% per le donazioni di fabbricati e del 4% per le donazioni della nuda proprietà di fabbricati.

Il Notariato ha sottolineato che già con il Congresso di Verona dell’ottobre 2016 il Consiglio stesso aveva richiamato l’attenzione dei giuristi e del mondo politico sull’opportunità di un intervento di riforma del diritto ereditario.

L’evoluzione del diritto di famiglia, dalla legge n.151/1975 ad oggi, si è sviluppata nel senso dell’instabilità e della multiformità delle relazioni parentali (divorzio breve; degiurisdizionalizzazione dei procedimenti di separazione e divorzio; unioni civili; convivenze registrate), fenomeni che portano con sé l’urgenza di affrontare il nodo del diritto ereditario nella famiglia che cambia.

Donazioni beni immobili, il progetto di riforma del notariato

Il progetto di riforma a cui sta lavorando il Consiglio Nazionale del Notariato seguirà le seguenti linee:

Revisione della qualificazione legittima (la legittima come diritto su una parte in natura del patrimonio ereditario): sono forse maturi i tempi per una diversa qualificazione del diritto alla legittima, quale diritto di credito, a una parte del valore del patrimonio ereditario, che può essere soddisfatto con qualsiasi bene, anche non ereditario. Tale riforma consentirebbe, tra l’altro, di superare le note difficoltà di negoziazione dei beni di provenienza donativa.

Superamento del divieto dei patti successori, almeno di quello rinunciativo (come è già, per esempio, nel diritto tedesco, svizzero, francese e austriaco): si ritiene giunto il momento in cui consentire ai presunti futuri eredi di rinunciare ai propri diritti (meglio, alle proprie attese) almeno su determinati beni di proprietà del proprio ascendente o coniuge, che si ritiene potranno essere oggetto di una futura eredità.

Ampliamento dell’ambito di applicazione del patto di famiglia sempre nell’ottica di consentire la pianificazione concordata dei trasferimenti endofamiliari e, in genere, del passaggio generazionale della ricchezza: va valutata l’opportunità di ampliare l’ambito di applicazione del patto di famiglia, oggi limitato ad aziende e quote societarie, prevedendo un patto di famiglia “allargato”, che consenta, sul piano oggettivo, di dare stabilità ai trasferimenti fatti in vita a favore degli stretti congiunti anche di beni diversi da quelli “produttivi” e, sul piano soggettivo, che vada verso la possibilità di stipulare un patto capace di coinvolgere il patrimonio di entrambi i genitori (si pensi a due coniugi, ciascuno proprietario di beni determinati, che intendano distribuire detti beni tra i figli senza distinguere tra il patrimonio del padre e quello della madre).

Introduzione del certificato di successione: con l’obiettivo di dare certezza e stabilità ai trasferimenti e alle procedure ereditarie, si potrebbe immaginare l’introduzione nell’ordinamento del certificato di successione, cioè di un atto notarile nel quale, su richiesta di parte, potrebbero essere contenuti:

  • i dati relativi alla devoluzione del patrimonio ereditario, le generalità di ciascun erede e/o legatario ed i diritti a lui spettanti, i poteri della persona designata per eseguire le disposizioni testamentarie o per amministrare la successione;
  • eventualmente l’accettazione di eredità, anche con il beneficio d’inventario, la rinuncia all’eredità ovvero il rifiuto di legato, la rinuncia all’azione di riduzione ovvero gli accordi per l’integrazione dei diritti di legittimari lesi o confermare eventuali disposizioni testamentarie nulle, in conformità all’art. 590 del Codice civile.

Donazioni beni immobili, come evitare i rischi

Acquistare una casa in donazione può rivelarsi rischioso, ma evitare problemi è possibile. Si ricorda che la donazione è contestabile entro 20 anni dal momento in cui è stata trascritta o entro 10 anni dal decesso del donante. Con la contestazione l’erede può riprendersi il bene donato, anche se questo è già passato di proprietà.

Per proteggere la donazione, l’erede può rinunciare alla contestazione con un atto formale sottoscritto quando ancora il donante è in vita. A chiarirlo è stata la sentenza del Tribunale di Pescara n. 250/2017, ricalcando quanto già espresso dal Tribunale di Torino (sentenza n. 2298/2014).

Chi dona una casa, a un parente o a un terzo, compie un atto che potrebbe danneggiare i cosiddetti legittimari, ai quali la legge accorda sempre una quota minima del patrimonio del defunto, anche a dispetto della sua volontà. I legittimari possono esperire la cosiddetta “azione di riduzione della legittima”, una causa volta a recuperare quella parte di eredità che spetta loro per legge.

L’azione di riduzione, però, non può essere esperita superato un certo termine: 20 anni dalla trascrizione della donazione nei pubblici registri immobiliari; 10 anni dall’apertura della successione. Superato questo arco di tempo, se non viene intrapresa alcuna azione, la donazione diventa inattaccabile.

La prassi notarile ha elaborato una soluzione più rapida, convalidata dai giudici: far firmare all’erede legittimario una rinuncia a contestare la donazione. In questo modo, l’erede si impegna a non effettuare l’azione di restituzione dell’immobile. Se gli eredi legittimari sono diversi, la firma dovrà essere raccolta da tutti quanti. La rinuncia può essere firmata quando il donante è ancora in vita.

Con questo accordo, tuttavia, il legittimario non perde la propria quota di legittima, che potrà rivendicare anche nei confronti del donante; si impegna solo a non chiedere indietro l’immobile oggetto dell’accordo, ferma restando la possibilità di rivalersi in modo diverso.

Donazioni beni immobili, la mappa

In tema di donazioni, idealista/news ha realizzato una guida con le informazioni utili e una mappa con il numero di donazioni effettuate nel 2017 nelle diverse regioni italiane.

Donazioni beni immobili, di cosa si tratta

La donazione è il contratto con il quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione.

Costituiscono oggetto di donazione tutti i beni e i diritti che possono arricchire il patrimonio del donatario, come ad esempio immobili, crediti, aziende, denaro, veicoli o opere d’arte. Possono donare solo coloro che possono disporre liberamente dei propri beni.

In merito alla donazione che ha per oggetto i beni immobili, la normativa – entrata in vigore il 1º luglio 2010 – stabilisce che in caso di stipula di una donazione, il proprietario abbia l’obbligo di dichiarare nell’atto stesso che i dati e le planimetrie depositate in catasto sono conformi allo stato di fatto, ovvero alla localizzazione, destinazione d’uso e configurazione reale e attuale dell’immobile, pena nullità dello stesso.

Donazioni beni immobili, le imposte da pagare

Le imposte da pagare su una donazione immobiliare dipendono dal grado di parentela che intercorre tra donante e donatario.

  • Se il beneficiario è il coniuge o un parente in linea retta del donante, l’imposta di donazione si applica solo alla parte della base imponibile che supera la franchigia riconosciuta di 1.500.000 euro.
  • Se il beneficiario è il fratello o la sorella del donante, l’imposta di donazione si applica solo alla parte della base imponibile che supera la franchigia riconosciuta di 100.000 euro.
  • Se il beneficiario è un soggetto portatore di handicap (riconosciuto grave a sensi della legge 5.2.1992 n. 104), l’imposta di donazione si applica solo alla parte della base imponibile che supera la franchigia riconosciuta di 1.500.000.

L’imposta si ottiene applicando alla base imponibile, decurtata dall’eventuale franchigia, le seguenti aliquote che variano anch’esse a seconda del rapporto di parentela tra donante e beneficiario:

  • 4% per i coniugi e i parenti in linea retta, da calcolare sul valore eccedente, per ciascun beneficiario, 1.000.000 di euro;
  • 6%, per fratelli e sorelle, da calcolare sul valore eccedente, per ciascun beneficiario, 100.000 euro;
  • 6% da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia) per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al terzo grado;
  • 8% da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia) per le altre persone.

Sulle donazioni di un bene immobile o di un diritto reale immobiliare sono dovute, inoltre:

  • l’imposta ipotecaria, nella misura del 2% del valore dell’immobile;
  • l’imposta catastale, nella misura dell’1% del valore dell’immobile.

L’imposta è dovuta dai donatari per le donazioni e dai beneficiari per le altre liberalità tra vivi. Ai fini dell’imposta sono considerati parenti in linea retta anche i genitori e i figli naturali, i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta, gli adottanti e gli adottati

Per le donazioni di prima casa si applicano le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna. L’agevolazione prima casa a titolo di donazione non preclude la possibilità di chiedere nuovamente il regime di esenzione in caso di successivo, eventuale, acquisto a titolo oneroso di altro immobile (soggetto a imposta di registro).

L’agevolazione prima casa fruita per l’acquisto di immobili per donazione preclude ulteriore acquisti agevolati a titolo gratuito, salvo che tali acquisti abbiano per oggetto quote dello stesso immobile.

 

fonte: idealista – link diretto: https://www.idealista.it/news/finanza/casa/2018/11/12/128815-donazioni-beni-immobili-piu-sicure-le-proposte-del-notariato#xts=402916&xtor=EPR-140-%5Bche_succede_20181112%5D-20181112-%5Bm-01-titular-node_128815%5D-7524303@3

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 12 novembre 2018 in Attualità

 

Tag: , , , , , , , , ,

Corso crescita professionale: Eurocasaimm con Gian Luigi Sarzano!

Corso crescita professionale: Eurocasaimm con Gian Luigi Sarzano!

Amiamo il nostro lavoro e ogni giorno cerchiamo di crescere e migliorare. Proprio per questo il nostro team ha deciso collaborare con il coach immobiliare di maggiore successo in Italia, Gian Luigi Sarzano!

 

 
 

Tag: , , , , , , , , ,

Legge di bilancio 2018: sí a bonus ristrutturazione, ecobonus e cedolare secca

Legge di bilancio 2018: sí a bonus ristrutturazione, ecobonus e cedolare secca

l Consiglio dei Ministri ha approvato la legge di Bilancio per il 2018 che entro il 20 ottobre dovrà passare alle Camere. Il testo non è ancora disponibile, ma dalle indiscrezioni e dalla prima bozza, sono state confermate le proroghe del bonus ristrutturazione, dell’ecobonus e della cedolare secca. Novità è l’introduzione del bonus verde.

  • Legge di bilancio 2018 ristrutturazione edilizia
    Qualche giorno fa Delrio aveva annunciato una possibile proroga pluriennale del bonus ristrutturazioni, mentre nessuna informazione era stata data riguardo al bonus mobili. Nella prima bozza appare il bonus ristrutturazioni con le stesse caratteristiche del 2017, prorogato fino al 31 dicembre 2018. Nessuna notizia sul bonus mobili.
  • Legge di bilancio 2018 ecobonus – Come annunciato da Delrio, la manovra garantisce la proroga dell’ecobonus, che sarà stabilizzato per i condomini. Per il 2018 confermata la detrazione fiscale (al 50% e non più al 65%) per le finestre o le caldaie a condensazione, ma allargato anche agli incapienti per la cessione del credito. Si sta pensando di legare la percentuale di detrazione all’obiettivo di efficientamento energetico effettivamente raggiunto
  • Bonus verde 2018 – Assoluta novità della manovra sarà il cosiddetto bonus verde, ovvero una detrazione del 36% per i lavori di sistemazione di terrazzi e giardini, anche condominiali.
  • sismabonus 2018 – la detrazione fiscale per gli interventi di adeguamento e miglioramento antisismico si applicherà anche alle certificazioni statiche degli edifici non seguite da lavori
  • Riqualificazione periferie urbane – Il ministro del lavoro, Padoan, ha annunciato che sarà avviata a breve la riqualificazione ambientale e sociale delle periferie
  • proroga cedolare secca 2018 – Secondo fonti di governo, citati dall’Ansa, nella legge di Bilancio ci sarebbe la conferma della cedolare secca. L’agevolazione fiscale al 10% e’ stata introdotta dal Piano casa per gli affitti concordati, con la durata di un quadriennio a decorrere dal 2014 e fino al 31 dicembre 2017.
  • edilizia sanitaria – previsto un miliardo in più di incentivi in tre anni  sul fronte della sanità per l’edilizia nel settore della sanità

 

fonte: idealista https://www.idealista.it/news/finanza/casa/2017/10/17/124281-legge-di-bilancio-2018-bonus-ristrutturazione-in-forse-si-alle-altre-detrazioni-fiscali-per#xts=402916&xtor=EPR-139-%5Bbolletino_20171020%5D-20171020-%5Bm-01-titular-node_124281%5D-7524303@3

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 20 ottobre 2017 in Attualità

 

Tag: , , , , , , , , , ,