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Approvato il Recovery Plan: il pdf con tutte le misure

Ecco il Piano nazionale di Ripresa e Resilenza presentato lunedì 26 aprile in Parlamento!

 
 

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Legge di bilancio 2021, tutti i bonus casa e le misure per l’edilizia

Legge di bilancio 2021, tutti i bonus casa e le misure per l’edilizia

Indice dei contenuti

Non ha dimenticato il settore immobiliare la legge di bilancio 2021, approvata in via definitiva dal Senato e il cui testo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che ha introdotto nuovi bonus per la casa (o prorogato quelli già esistenti) e per l’edilizia. Vediamo quali sono.

  • Proroga dell’ecobonus 110

Tra i bonus casa la misura più attesa era la proroga dell’ecobonus 110, perché consente ai contribuenti di usufruire fino al 30 giugno del superbonus (il 31 dicembre per i lavori già iniziati). 

  • Proroga del bonus ristrutturazioni

Un veteraneo tra i bonus per la casa, che permette di usufruire di una detrazione del 50% per le spese di ristrutturazione edilizia degli immobili e delle parti comuni degli edifici condominiali. 

  • Bonus mobili (con nuovo tetto di spesa)

La proroga del bonus mobili per il 2021 arriva con una gradita novità: l’innalzamento del tetto di spesa dagli attuali 10mila euro ai 16mila euro. Si ricorda che si tratta di una detrazione delle spese sostenute per l’acquisto di elettrodomestici e mobili che servano ad arredare immobili oggetti di lavori di ristrutturazione

  • Ecobonus nel 2021

Fratello maggiore del più famoso ecobonus 110, consente di usufruire di una detrazione con aliquota variabile dal 50% al 75% per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili.

  • Ritorna il bonus facciate

Il bonus facciate introdotto nel 2019 consente di usufruire di una detrazione del 90% per il rifacimento e messa a nuovo delle facciate esterne degli edifici esistenti (anche dei balconi)

  • Proroga del bonus verde nel 2021

Arriva anche la proroga del bonus verde nella legge di bilancio 2021. La detrazione vdel 36% per i lavori di sistemazione a verde degli edifici esistenti non potrà però usufruire dello sconto in fattura o della cessione del credito, opzioni ammesse per i bonus precedenti.

  • Novità nel 2021 per gli affitti brevi

Novità per gli affitti brevi nella legge di bilancio 2021. Tra le norme approvate nella manovra fiscale che ormai aspetta solo il sí definitivo del Senato, c’è quella che stabilisce che la cedolare secca sulle locazioni brevi si possa applicare solo per l’affitto di un massimo di quattro immobili. Con un numero superiore di immobili locati si configura come attività di impresa.

  • Bonus affitto per gli studenti fuori sede nel 2021

Il bonus affitto per gli studenti fuori sede previsto dalla legge di Bilancio 2021 potrà essere erogato ai soli studenti iscritti ad atenei statali in possesso di determinati requisiti. 

  • Proroga del credito d’imposta per l’affitto

La legge di Bilancio 2021 ha previsto la proroga al 30 aprile 2021 del credito d’imposta del 60% sugli affitti degli immobili a uso non abitativo introdotto con il decreto Rilancio. Il tax credit sui canoni di locazione è inoltre estesa alle agenzie di viaggio e ai tour operator

  • Nella legge di bilancio 2021 novità anche per l’Imu

Nella legge di bilancio 2021 è prevista anche l’estensione alla prima rata Imu delle agevolazioni introdotte dal decreto Rilancio per specifiche categorie di proprietari colpiti dall’emergenza covid.

  • Bonus idrico nel 2021

Una completa novità per il 2021 è l’introduzione del bonus idrico o bonus rubinetti e bagno. Si tratta di un incentivo di 1000 euro per le famiglie, 5000 euro per i pubblici esercizi, che vengono erogati per la sostituzione di rubinetti, soffioni doccia e sanitari per il risparmio dell’acqua.

  • Edilizia scolastica legge di bilancio 2021

La legge di bilancio 2021 ha stanziato oltre 1,5 miliardi per l’edilizia scolastica, destinati in particolar modo alle aree di maggiore rischio sismico. Inoltre vengono destinati 40 milioni alla costruzione di scuole innovative nei comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti delle regioni Abruzzo, Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. L’obiettivo è anche quello di contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni del Mezzogiorno.

Fonte: Idealista – https://www.idealista.it/news/finanza/casa/2020/12/30/152272-legge-di-bilancio-2021-bonus-casa-ed-edilizia#xts=582070&xtor=EPR-1062-%5Bnews_weekly_20210108%5D-20210108-%5Bm-01-titular-node_152272%5D-7524303@3

 
 

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Cessione credito superbonus 110, il modello aggiornato delle Entrate e le specifiche tecniche

Cessione credito superbonus 110, il modello aggiornato delle Entrate e le specifiche tecniche

Ultime notizie sull’ecobonus 110. È online il modello aggiornato per la comunicazione della cessione del credito del superbonus 110 all’Agenzia delle Entrate oltre alle specifiche tecniche. Vediamo tutte le novità

Con il provvedimento del 12 ottobre a firma del direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini sono state approvate le specifiche tecniche per l’invio telematico all’Agenzia del modello per la comunicazione della cessione del credito dell’ecobonus 110. Inoltre allo stesso modello per la cessione del credito del superbonus sono state apportate delle piccole modifiche rispetto alla versione approvata lo scorso 8 agosto.

Si potrà optare per la cessione del credito per tutti gli interventi previsti dal decreto Rilancio e quindi non solo il superbonus 110, ma anche i lavori di ristrutturazione edilizia, ecobonus tradizionale, sismabonus, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica. L’opzione della cessione del credito dell’ecobonus 110 si potrà comunicare all’Agenzia delle Entrate a partire dal 15 ottobre.

Qui sotto è possibile scaricare gli allegati contenenti il modello per la cessione del credito del superbonus, le specifiche tecniche e le istruzioni per la compilazione.

PDF iconall1_provv_12102020_istruzioni.pdfPDF iconall2_provv_12102020_modello.pdfPDF iconall_3_provv_12102020_specifiche_tecniche.pdf

fonte: idealista

 
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Pubblicato da su 17 ottobre 2020 in Attualità

 

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Superbonus 110% – Linee guida dell’Agenzia delle Entrate

Superbonus 110% – Linee guida dell’Agenzia delle Entrate

Qui è possibile scaricare la guida dell’Agenzia delle Entrate sull’ecobonus 110:

Guida_Superbonus110

 
 

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Ecobonus 110 per cento è legge, cosa cambia

Ecobonus 110 per cento è legge, cosa cambia

 

Con la conversione del decreto rilanciol’ecobonus 110 per cento è legge. Vediamo cosa cambia, come funziona e a chi spetta l’ecobonus o bonus 110%, con le modifiche apportate in Parlamento sul tema delle seconde case e dei tetti di spesa.

Con la conversione del decreto rilancio, l’ecobonus 110 per cento è legge. Vediamo cosa cambia, come funziona e a chi spetta l’ecobonus o bonus 110%, con le modifiche apportate in Parlamento sul tema delle seconde case e dei tetti di spesa.

L’articolo 119 del decreto rilancio stabilisce i soggetti beneficiari delle detrazioni 110:

  • condomini
  • persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari – limitatamente all’ecobonus 110%, questi soggetti possono beneficiare della detrazione per gli interventi realizzati sul numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio
  • istituti autonomi case popolari (IACP) per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci
  • organizzazioni non lucrative di utilità sociale, organizzazione di volontariato e associazioni di promozione sociale
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi

Tra le ultime novità che riguardano l’ecobonus 110, introdotte nel dl rilancio, c’è anche l’estensione delle detrazioni 110% per tutte le seconde case e le villette a schiera, mentre sono escluse dalla fruizione del nuovo ecobonus le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali:

  • A/1 abitazioni di tipo signorile
  • A/8 abitazioni in ville
  • A/9 castelli, palazzi di eminenti pregi storici o artistici

Per l’articolo 119 del dl rilancio ha introdotto la detrazione fiscale del 110% per “interventi di efficienza energetica, sismabonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici”. Restano fermi i tre interventi “trainanti”:

  • Isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate (novità) che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda;
  • Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione, del 18 febbraio 2013, a pompa di calore, ivi compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione o a collettori solari, nonché, esclusivamente per i comuni montani non interessati dalle procedure europee di infrazione n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per l’inottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE, l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente, definiti ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera tt), del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102;
  • Interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, a pompa di calore, ivi compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo ovvero con impianti di microcogenerazione, a collettori solari o, esclusivamente per le aree non metanizzate nei comuni non interessati dalle procedure europee di infrazione n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per l’inottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE, con caldaie a biomassa aventi prestazioni emissive con i valori previsti almeno per la classe 5 stelle individuata ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 7 novembre 2017, n. 186, nonché, esclusivamente per i comuni montani non interessati dalle procedure europee di infrazione n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per l’inottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE, l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente, definiti ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera tt), del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102;
  • Interventi finalizzati all’adozione di misure antisismiche. La detrazione viene prevista anche per sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici, purché realizzati congiuntamente a interventi di miglioramento o adeguamento antisismico sull’edificio.

L’installazione di pannelli solari e di colonnine di ricarica rientra nella detrazione del 110% solo se effettuata insieme a uno degli interventi trainanti. Anche gli interventi di riqualificazione energetica tradizionali possono rientrare nel 110% se fatti insieme a uno degli interventi trainanti.

Durante l’iter parlamentare sono stati definiti nuovi tetti di spesa rispetto a quelli previsti dalla prima formulazione del dl rilancio.

Entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto Rilancio, dovrà essere emanato un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate e un decreto attuativo del Mise che renderanno davvero operativo l’ecobonus 110% e definiranno le modalità di cessione del credito e sconto in fattura.

Per poter optare per lo sconto in fattura e la cessione del credito sarà necessario richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta. Inoltre, la scelta delle due opzioni dovrà essere comunicata telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Inoltre per poter accedere alle due opzioni sarà necessario che gli interventi siano asserverati da un tecnico abilitato.

L’asseverazione tecnica degli interventi può essere rilasciata:

  • al termine dei lavori;
  • per ogni stato di avanzamento dei lavori, fino a un massimo di 2 e per una percentuale minima del 30% del medesimo intervento.

Ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2000 a euro 15000 per ciascuna attestazione o asseverazione infedele resa.

 

Fonte Idealista:

https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2020/07/17/148860-ecobonus-110-per-cento-e-legge-cosa-cambia#xts=582070&xtor=EPR-1059-%5Bnews_daily_20200720%5D-20200720-%5Bm-01-titular-node_148860%5D-7524303@3

 
 

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I tetti di spesa per i lavori ammessi all’ecobonus 110 per cento

I tetti di spesa per i lavori ammessi all’ecobonus 110 per cento

Con le modifiche apportate al decreto rilancio sono stati modificati anche i tetti di spesa per i lavori ammessi all’ecobonus 110 per cento.

Vediamo quali sono gli interventi ammessi al decreto rilancio con i rispettivi tetti di spesa massimi.

  • interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno 

Per quanto riguarda questi lavori i tetti di spesa sono i seguenti:

a) 50.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;

b) 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;

c) 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

  • interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione, del 18 febbraio 2013 a pompa di calore (ivi compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici (comma 5) e relativi sistemi di accumulo (comma 6) ovvero con impianti di microcogenerazione o a collettori solari). La detrazione è riconosciuta inoltre per l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente esclusivamente per i comuni montani non interessati dalle procedure europee di infrazione relative alla qualità dell’aria con riferimento al mancato rispetto dei valori limite di biossido di azoto

La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 20.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari ovvero a 15.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito;

  • interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione, del 18 febbraio 2013, a pompa di calore (ivi compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici (comma 5) e relativi sistemi di accumulo (comma 6) ovvero con impianti di microcogenerazione, nonché a collettori solari) (lettera c).
  • L’agevolazione è riconosciuta altresì, esclusivamente per le aree non metanizzate nei comuni non interessati dalle procedure europee di infrazione sopra citate, per la sostituzione con caldaie a biomassa aventi prestazioni emissive con i valori previsti almeno per la classe 5 stelle. Infine, l’agevolazione è riconosciuta anche nei comuni montani non interessati dalle procedure europee di infrazione richiamate per l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente.

La detrazione prevista è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 euro ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito

 

fonte: Idealista (link: https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2020/07/13/148511-ecobonus-110-per-cento-lavori-ammessi-e-tetti-di-spesa#xts=582070&xtor=EPR-1059-%5Bnews_daily_20200714%5D-20200714-%5Bm-03-titular-node_148511%5D-7524303@3 )

 
 

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❓🏠❓CHE COSA VOGLIAMO DALLA NOSTRA CASA?

❓🏠❓CHE COSA VOGLIAMO DALLA NOSTRA CASA?

OGNUNO DI NOI, DURANTE QUESTA QUARANTENA, HA VISSUTO A PIENO LA PROPRIA ABITAZIONE… COME MAI ERA SUCCESSO PRIMA.

ED OGGI LA PAROLA CASA RACCHIUDE, COME NON MAI, TANTE EMOZIONI, TANTE ESIGENZE, TANTI SOGNI.

LA NOSTRA IDEA DI CASA E’ CAMBIATA PROFONDAMENTE, OGGI CASA E’ SICUREZZA, E’ IL LUOGO DOVE ESSERE SE STESSI E VIVERE LIBERAMENTE, SENZA PAURE E SENZA FILTRI. MA PER ALCUNI CASA E’ ANCHE COSTRIZIONE, SPAZI ANGUSTI O ANCHE SPAZI AMPI E BELLI MA SENZA PRATICITA’…

DOPO QUESTA ESPERIENZA SICURAMENTE E’ MOLTO PIU’ CHIARO A TUTTI NOI CHE COSA VOGLIAMO DALLA NOSTRA CASA, IL LOKDOWN FORZATO CI HA PORTATO ALL’ESSENZA, HA TOLTO I FRONZOLI E CI HA FATTO CAPIRE COME DESIDERIAMO VIVERE NELLA NOSTRA ABITAZIONE, DI COSA ABBIAMO BISOGNO, QUALI SPAZI PREDILIGIAMO. OGGI OGNUNO DI NOI SAREBBE PRONTO PER PROGETTARE LA PROPRIA CASA IDEALE IN MODO PERFETTO. MOLTI DI NOI SONO PRONTI AD APPORTARE MODIFICHE ALLA PROPRIA CASA ALTRI A CAMBIARE CASA, PER CONCRETIZZARE QUELLO CHE IN QUESTO PERIODO HANNO IMMAGINATO!

OGGI, COME NON MAI, ABBIAMO CHIARO IL NOSTRO NUOVO PROGETTO DI CASA.
EUROCASAIMM E’ PRONTA A REALIZZARE IL TUO SOGNO!

Carpi, via G. Mazzali n. 23 – T. 059/645023

Novi, via A. Ligabue n. 37 – T. 059/677539

Rolo, corso Repubblica n. 45 – T. 0522/658323

 

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Ecco i nostri uffici pronti per ripartire!

Da Lunedì 4 Maggio i nostri uffici saranno aperti su appuntamento, con tutti gli accorgimenti necessari per la vostra e nostra sicurezza.

L’ingresso agli uffici avverrà solamente previo appuntamento per evitare assembramenti all’interno. I consulenti indosseranno sempre la mascherina protettiva.

Tutti gli uffici sono stati sanificati. All’ingresso di ogni ufficio è presente una colonnina con dispenser gel igienizzante. Ogni postazione ha una barriera in plexiglass parafiato e i prodotti per igienizzare le superfici dopo ogni appuntamento.

A disposizione dei clienti abbiamo i guanti in lattice monouso; inoltre abbiamo a disposizione i copriscarpe monouso da utilizzare durante i sopralluoghi nelle abitazioni.

Amiamo il nostro lavoro e vogliamo svolgerlo nel modo più sicuro possibile!

 
 

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Sospensione mutuo prima casa per il coronavirus: le cose da sapere prima di richiederla.

Sospensione mutuo prima casa per il coronavirus: le cose da sapere prima di richiederla.

Per la moratoria sui mutui prima casa adibiti ad abitazione principale nei primi cinque giorni sono arrivate già 70 domandea Consap, la controllata del ministero dell’Economia che gestisce il fondo per la sospensione delle rate, per un controvalore impegnato di quasi 54mila euro (dati dal 30 marzo al 2 aprile incluso). Non moltissime, ma le banche che raccolgono le istanze in queste ore hanno chiesto molte precisazioni e, chi non aveva già utilizzato il fondo, ha dovuto accreditarsi sulla piattaforma informatica di Consap richiedendo le credenziali via email.

Consap, che gestisce il fondo dal 2004 insieme ad altre 30 attività per conto del Mef, sta monitorando la situazione e si aspetta un’ampia adesione. Per questo motivo al fondo è stata data una dotazione straordinaria, attualmente pari a 425mila euro circa. La piattaforma informatica, così come il modulo della domanda, sono stati adeguati in tempi record per far fronte all’ampliamento della platea disposto dal Dl 9/2020 e dal decreto “cura-Italia” a causa dell’emergenza da Covid-19. Inoltre, gli uffici di Consap e l’Abi stanno fornendo quotidianamente chiarimenti agli interessati per gestire le casistitiche più disparate. Eccone alcuni.

1. Le tempistiche di attivazione della moratoria e i mancati pagamenti Per la sospensione farà fede l’invio della domanda. Per effettivamente non vedersi addebitata la rata sul conto corrente, infatti, bisognerà procedere per step non rapidissimi: dopo l’invio della domanda vengono dati fino a 10 giorni al massimo per completare l’invio della documentazione; massimo 15 solari per l’istruttoria di Consap; infine le banche hanno 5 giorni lavorativi per informare il mutuatario dell’esito dell’istruttoria ma ci mettono in media 30 o 45 giorni (se il mutuo è cartolarizzato) per attivare in concreto la sospensione dell’addebito. In ogni caso, una volta che la pratica verrà accettata, la moratoria decorrerà dalla data dell’invio della richiesta, anche se i tempi per l’attivazione potrebbero essere più lunghi.

2. Inclusi i mancati pagamenti fino a 90 giorni prima
Nella moratoria sono accettati i mancati pagamenti fino a 90 giorni prima la data di invio della domanda. Ipotizzando, quindi, che la domanda venga fatta in questi giorni, potranno essere inclusi gli eventuali omessi pagamenti delle rate di gennaio, febbraio e marzo 2020. Le rate scadute e non pagate saranno incluse nel periodo di sospensione e, dal momento della sospensione, su tali rate non maturano interessi di mora. Sono esclusi, invece, i mutuatari che al momento della presentazione della domanda rilevano ritardi nei pagamenti superiori a novanta giorni consecutivi.

3. Inclusi anche i mutui per cui è già stata chiesta la sospensione
Consap fa sapere che, fino al 17 dicembre 2020, tutte le precedenti richieste di sospensione di cui il mutuo abbia fruito “ex lege” non avranno alcuna rilevanza ai fini del raggiungimento del periodo massimo di 18 mesi di moratoria, a condizione che il mutuo stesso risulti in regolare ammortamento da almeno 3 mesi.

 

4. La difficoltà di raccogliere la documentazione necessaria
Oltre ai casi già previsti (perdita di lavoro, morte o grave handicap), si può fare domanda anche per:

 sospensione o riduzione di orario almeno del 20% per più di 30 giorni (anche attesa di ammortizzatori);

 calo del fatturato >33% per autonomi e liberi professionisti che autocertifichino la flessione dal 20 febbraio in poi, rispetto a un uguale periodo di fine 2019.

Se da un lato per semplificare la procedura, fino al 17 dicembre 2020, per tutte le ipotesi di accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’Isee, è però vero che in questo periodo può essere difficile reperire la documentazione necessaria dal proprio datore di lavoro. Consap ricorda che va comuque fornita entro 10 giorni dalla domanda, per cui è necessario muoversi per tempo. Per certificare la sospensione dell’attività lavorativa o la riduzione di orario serve in alternativa:
 copia del provvedimento amministrativo di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito;
 copia della richiesta del datore di lavoro di ammissione al trattamento di sostegno al reddito;
 copia della dichiarazione del datore di lavoro, resa ai sensi del Dpr 445 del 2000, che attesti la sospensione dal lavoro o la riduzione di orario per cause non riconducibili a responsabilità del lavoratore, con l’indicazione del numero di giorni lavorativi consecutivi di sospensione e della percentuale di riduzione dell’orario di lavoro.

5. La banca deve aver aderito al Fondo nazionale Gasparrini
Non tutte le banche sono già pronte per accedere alla moratoria, specie quelle che gestiscono le pratiche in filiale e non a livello centralizzato. Per l’adesione al Fondo, è necessario che la banca venga autorizzata alla piattaforma informatica e la richiesta va effettuata inviando una e-mail a fondosospensionemutui.info@consap.it nella quale devono essere comunicate le seguenti informazioni: codici ABI e CAB della banca e un indirizzo e-mail, che verrà memorizzato all’interno dell’applicativo del Fondo, al quale verranno comunicate sia le credenziali di accesso sia le comunicazioni successive relative all’iter delle pratiche inserite. Le domande vanno caricate su fondosospensionemutui.consap.it immettendo le credenziali ottenute. Al primo accesso l’applicativo imporrà il cambio della password.

6. Procedure semplificate per non uscire di casa (con la filiale chiusa) Per evitare spostamenti in questo periodo di emergenza è consentito inviare alla banca il modulo online e lo stesso operatore bancario, che potrebbe trovarsi a lavorare da remoto, per non stampare e scansionare il modulo può trasmetterlo così a Consap, lasciando in bianco il riquadro 2, avendo peraltro cura di inserire i relativi dati nel campo note dell’applicativo. Va comunque allegata la certificazione del datore del lavoro o l’autodichiarazione sul fatturato.

7. Domanda a rischio se la durata della moratoria non viene esplicitata Bisogna avere le idee chiare sulla durata richiesta della moratoria, possibile fino a un massimo di 18 mesi per chi è stato sospeso dall’attività lavorativa. Sono previsti, nell’ordine:
 sei mesi di stop per sospensioni o riduzioni tra 30 e 150 giorni;
 dodici mesi di stop tra 151 e 302 giorni;
 diciotto mesi di stop quando si superano i 303 giorni.

L’incertezza è comprensibile dal momento in cui non si può sapere quanto durerà la situazione in corso, ma Consap avverte: se in caso di incertezza sulla richiesta della durata non vengono flaggati i quadratini del periodo di sospensione (6, 12 o 18 mesi), ciò comporta il rigetto della domanda. E visto che le sospensioni possono essere anche ripetute finché il fondo ha capienza, è probabilmente meglio flaggare l’opzione minore e semmai prorogare o rinnovare la richiesta.

8. Inclusi i mutui per ristrutturazione e liquidità
Sono idonee anche e le domande che, sempre nel complessivo importo di 250 mila euro mutuato, riguardino mutui contratti oltre che per l’acquisto della prima casa anche per altre fattispecie (ristrutturazione, liquidità). Insomma, l’importante è che il mutuo sia stato stipulato anche per l’acquisto dell’abitazione principale.

9. Da valutare il costo dell’operazione
Si ricorda che a carico del mutuatario resta, per il periodo di sospensione, il pagamento del 50% degli interessi (incluso lo spread). Anche se i tassi di mercato oggi sono molto competitivi, resta comunque da valutare la convenienza dell’operazione, anche mettendola a confronto con una eventuale rinegoziazione del mutuo o una surroga. Consap, in ogni caso, ha chiesto alle banche di rimandare l’incasso di questa quota (il 50% degli interessi) in un momento successivo, una volta conclusa la sospensione.

10. Inclusi i neo proprietari, gli artigiani e le ditte individuali
Per poter accedere alla moratoria dei mutui prima casa, non occorre più che il mutuo sia attivo da almeno un anno. Dopo una correzione al decreto attuativo introdotta dal Med, sono stati inclusi anche i giovani neo-proprietari. L’importante è che il mutuo sia stato stipulato per l’acquisto di una casa (adibita ad abitazione principale), per un valore erogato non superiore a 250mila euro e non di lusso (categoria catastale A/1, a/8, A/9). Inoltre, sempre con una correzione in corsa al decreto attuativo, è stato esteso il concetto di lavoratore autonomo, facendo rientrare anche ditte individuali e artigiani.

11. Esclusi i mutui per cui è intervenuto il Fondo di garanzia
Per impossibilità di cumulare diverse agevolazioni, al momento è escluso dalla moratoria chi per la stipula ha attivato il Fondo nazionale di garanzia mutui prima casa. Ma il Governo sta prendendo in esame questa limitazione e potrebbe intervenire sul punto.

 

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Mutui prima casa, 10 cose da sapere prima di chiedere la sospensione delle rate (Sole 24 ore)

 
 

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